Conoscete il Ferrara Buskers Festival? È un’infinita festa mobile, un fiume di allegria e di arte che ogni anno raccoglie migliaia di persone in tutto il mondo a fine agosto. Chissà perché a Ferrara sono stati in grado di proporre un evento noto a livello internazionale per promuovere il lavoro degli artisti di strada (iniziative analoghe, ma più piccole per dimensioni, sono promosse in centinaia di città di tutte le regioni), mentre a Roma prevalgono solo poltiche di repressione. Il nuovo regolamento comunale per gli artisti di strada approvato dalla giunta Alemanno nelle scorse settimane non si dicosta da questo orizzonte.
Il provvedimento, ad esempio, vieta per alcuni tipi di spettacoli di arte di strada l’uso di strumenti a percussione, per non disturbare la mitica «quiete pubblica», in molte piazze della città le attività degli artisti di strada potranno svolgersi esclusivamente all’interno di postazioni specifiche, limitazioni rigide sono previste anche negli orari delle esibizioni. E ovviamente in caso di violazione di queste e altre norme, multe fino a mille euro.
Per contrastare questo provvedimento arriva «La strada scende in piazza», iniziativa promossa il 10 maggio alle 19 da La Strada Libera Tutti in collaborazione con il teatro Valle occupato. Saltimbanco, musicisti, trampolieri, cantanti, clown, ballerini, giocolieri, pittori, ma anche mangiafuoco, statue, mimi, fachiri, poeti faranno entrare la «piazza» in un teatro sempre più ribelle. Gli artisti di strada si esibiranno in un grande show irriverente, con sfilate e spettacoli di tutti i generi. La serata è a sottoscrizione, ricordano i promotori dell’iniziativa, un modo «per continuare a esprimere la propria libertà artistica. L’arte di strada è un bene comune che non si può cancellare».
Insomma, i musicisti, i giocolieri, i poeti, i pittori e i danzatori che riempiono le strade di Roma, si ostinano a volere rendere più umane e ricche di emozioni vicoli e piazze della città. In fondo l’obiettivo di tutti loro resta regalare un po’ di poesia e buonumore, a persone spesso distratte e indaffarate. Un reato.
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